La patria del capitalismo moderno

Venezia è stata la prima nazione mercantile al mondo. La moderna scienza economica ci dice che un mercato di scambio dipende in larga misura dal libero flusso di capitali. Per semplificare, non c’è commercio quando non ci sono soldi. Dopo la caduta dell’Impero romano, però, l’Europa divenne un mondo senza denaro. Per un breve periodo prima del XII secolo, i veneziani utilizzarono monete bizantine (bisante, hyperpyron), monete musulmane (saraceno), nonché monete imperiali coniate a Verona.

Il sistema monetario dell’Europa subì un drastico cambiamento, assieme al sistema politico, dopo la caduta dell’Impero romano di occidente. Il declino degli stati crociati ad oriente portò alla conquista di Gerusalemme da parte di Saladino che, a sua volta, provocò la completa svalutazione delle monete bizantine e dell’impero romano. Le ampie fluttuazioni del valore delle monete destabilizzarono gli scambi commerciali di Venezia.

Nel 1192, il doge veneziano Enrico Dandolo, condottiero della quarta Crociata che conquistò Costantinopoli nel 1204, dispose l’emissione di una nuova moneta veneziana. Dandolo creò il “Bianco” e il “Quartarolo”, che non contenevano metalli preziosi: le prime monete prive di valore intrinseco dai tempi dell’impero romano. Inoltre, fece coniare il “Grosso”, la prima monete di valore elevato (con il 98,5% di contenuto d’argento) creata in Europa in oltre cinque secoli. Nel 1284, il tesoro di Venezia coniò quindi la prima moneta d’oro veneziana, il ducato, così chiamato in riferimento al doge, che rappresentava la massima autorità dello stato. Il ducato conteneva 3,545 grammi di oro puro al 99,47%, il massimo grado consentito dalla tecnologia dell’epoca. Il ducato veneziano e il fiorino di Firenze divennero le valute di riferimento degli scambi internazionali del tempo.

Venezia fu inoltre uno dei centri in cui fu inventato il moderno sistema bancario. I banchieri fiorentini erano nati in origine come cambiavalute. La conversione delle valute costituiva la loro principale attività finanziaria (ciò che attualmente viene denominato “forex”). Le banche veneziane, invece, nacquero come banche di deposito. I veneziani erano commercianti. Per loro, sarebbe stato molto scomodo portarsi dietro il denaro necessario per le loro transazioni. Di conseguenza, durante l’XI secolo, i mercanti di Rialto cominciarono a depositare i propri soldi presso i cambiavalute cittadini e iniziarono a effettuare transazioni registrandole sui loro libri mastri. Tutte le transazioni che sarebbero state eseguite con monete fisiche cominciarono così a essere portate a termine tramite l’iscrizione sul libro mastro del cambiavalute. L’intero passaggio finanziario era così più rapido, pratico e sicuro.

Con i depositi in denaro dei commercianti al sicuro nelle proprie casse, i banchieri veneziani cominciarono a offrire servizi di credito ai propri migliori clienti. A partire dal XIII secolo, le banche di Venezia iniziarono a concedere prestiti. Così, era nato il moderno sistema bancario. Il cambiavalute era detto “bancherius” perché dirigeva tutte le proprie attività seduto al proprio “bancum” (il banco o tavolo). Da qui, il nome di banchiere. Il sistema delle banche di deposito aumentò notevolmente il capitale circolante a Venezia e permise quindi la rapida crescita della sua economia.

Ci furono anche molte altre innovazioni finanziarie, tra cui quelle corrispondenti ai moderni certificati di deposito, agli assegni, alle cassette di sicurezza, nonché la “colleganza” (una forma di collaborazione commerciale). L’innovazione tecnico-finanziaria più profonda fu costituita dal sistema di contabilità a partita doppia, inventato da un matematico francescano, Fra Luca Pacioli, che visse a Venezia tra il 1465 e il 1475. Con questo sistema, i moderni numeri arabi (così chiamati perché gli europei li avevano appresi dagli arabi, anche se in realtà erano nati in India) entrarono nell’uso comune. Pacioli, da parte sua, affermò di aver semplicemente formalizzato un metodo già in uso tra i mercanti veneziani, tuttavia gli viene riconosciuta la paternità dell’invenzione di questo sistema contabile.

Libertà civili e di impresa, nonché la nascita dei moderni sistemi finanziari trasformarono Venezia in una potenza marittima e in una meraviglia economica, al centro della sua piccola laguna fervente di attività. Questo è il luogo di nascita del capitalismo moderno.

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